Pubblicato da: mathetios | 4 giugno 2009

Storie di un baccanale immaginario…


Nuvole attraversano il cielo d’estate. La luna piena, ormai svuotata dal vento di ponente, guarda da lassù ad uno spettacolo diverso, eppur sempre uguale. L’atmosfera è elettrica attorno al lago. Un folletto saltella chiacchierando a vuoto, ronzando attorno ad un centauro che scalcia divertito, fingendosi infastidito. Talos, il colosso, osserva quieto ed immoto la scena, partecipando solo in parte a questi screzi, a questi scherzi, a questo rito antico, eppur sempre nuovo. jack osserva divertito per un pò la scena, prima di perdersi con gli occhi, lo sguardo, la mente. Gli smeraldi d’Irlanda occhieggiano qua e la dall’alto, quasi percependo la catarsi del momento.
Le fragili acque immote improvvisamente si fanno veli ed ergendosi a barriera, celano lo spettacolo agli avidi sguardi del giovane.
Un moto di luce appare al centro del banco di nebbia, squarciandone il tenue riparo e rivelandone il tesoro.
Una ninfa dagli occhi di cerva avanzava, danzando sull’acqua, timida e allegra,ignara delle presenze attorno a lei.
Stranito, Jack rimase come paralizzato dalla visione paradisiaca che gli si parava dinanzi, e attese...


Tá tù go hálainn, mo run.
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Pubblicato da: mathetios | 20 maggio 2009

Icaro e le stelle


A volte nella frenesia della giornata finisci per dimenticarti di quello che sei, di quello che vuoi.
A jack capitava spesso. Voleva che succedesse. Perchè cosi si dimenticava della sua timidezza.
e del non riuscire mai a parlare con il cuore in mano con lei.
Sempre occupato, si giustificava con la scusa del momento giusto.
Ma poi accadde.
Un giorno , ma meglio, una notte alzo gli occhi lassù.
e , come un infante, cominciò a contare le stelle.
e le "lentiggini di Dio" erano li a ricambire, fino al suono di quella risata.
cristallina, dolce…. pura.
Per un momento Jack fu certo che fossero le costellazioni stesse a ridere di lui.
Ma poi capì che era lei, che il tempo era giusto, il posto era giusto, e si voltò.
Mai come allora si era sentito un nulla, e preferi non fare la fine di Icaro, e volare lontano.

Queste serate, sono utili, sono belle, e sono mie… mi ridanno la voglia di scrivere.
Grazie a tutti voi….

Pubblicato da: mathetios | 6 maggio 2009

Un viaggio lungo una vita.


"I viaggi è sempre meglio farli in compagnia.
Per condividere, per divertirsi, per arricchirsi.
Ma, in realtà, c’è un viaggio da fare da soli.
Un viaggio che solo poche volte ha davvero una meta,
ma non è di questo che parliamo adesso.
Oggi è forse il caso di concentrarsi sul viaggio.
Un viaggio che non può avere compagni definitivi,
ma solo brevi comparse.
Ma più vai avanti, e meno facile è trovarne di duraturi.
Un viaggio che non ha un perchè, un come, un quando.
Semplicemente è, sempre e comunque.
E ognuno, a suo modo, è costretto ad andare avanti.
Qualcuno tenta sempre di fermarsi, e pensa d’esserci riuscito,
ma in realtà lo stanno trascinando, e quando se ne rende conto
non sa più dove si trova.
Si perdono in molti, in questo viaggio, ma alcuni ne sono contenti.
Alcuni addirittura lo fanno apposta.
Perchè tanto l’importante è sapere di avere il controllo.
Potere dell’illusione. Ma immancabilmente primo o poi ti risvegli,
e capisci che in realtà hai fatto un lungo salto, percorrendo in
attimi il percorso di interi anni.
Confusione di un treno, chiacchiericcio di gente ignota, di giovani senza volontà.
Parlano di nulla, di pensieri orgogliosi, di cose futili, di discussioni polemiche.
Di momenti che si perdono, e non tornano più.
Un viaggio inutile. Ed io ne sono stanco…
Mi chiedo se si possa andare un pò più veloce,
per farlo durare appena di meno, per farlo finire un pò prima,
per arrivare a destinazione, per arrivare in fondo a tutto ciò.
Per arrivare ai confini del mondo, del tempo, dell’anima."

                                                                                                     Belhain Mac Matha
                                                                                                  

Pubblicato da: mathetios | 29 marzo 2009

Un pò di buio…


Tutti noi abbiamo dentro una fiammella.
tutti abbiamo dentro un briciolo di carattere che arde.
E chi prima, chi dopo;
chi senza farsi pregare, chi con riluttanza
lo mostriamo agli altri.
Ma ci sono persone che sono torce.
Sono persone capaci di infonderti una sicurezza, un’energia
che altrimenti non troveresti da nessuna parte.
E quando le incontri le riconosci, a pelle.
E quando non ce le hai più accanto, tutto sembra più buio.

Slán leat, Slán go fóill , mo mhúirnín bán.
Pubblicato da: mathetios | 8 febbraio 2009

Vi prego finiamola…


 

Riporto fedelmente un post trovato nel blog della moglie (nonchè cantante lirica) del mio docente di conservatorio

 

Lo so che la cosa migliore sarebbe ignorarlo.
Lo so che parlarne male equivale comunque a parlarne
a dargli visibilità.
Ma è più forte di me.
Non intendo smettere di parlare del grande bluff-Giovanni Allevi.
Ci deve essere qualcosa nei miei scritti e in quelli di altra gente competente,
che intendo riportare qui,
che possa convincere anche solo qualcuno dei lettori del mio blog,
della veridicità di quanto vado dicendo,
della veridicità di quanto riportato da Uto Ughi,
della assoluta insipienza musicale di Allevi.
Pertanto vi riporto il post
di un amico al  seguente blog

Jesus Allevi Superstar (Ughi-Allevi 1-0)

La recente disputa tra Uto Ughi e Giovanni Allevi
sulle pagine de La Stampa mi fornisce l’occasione per rispondere a
tutti coloro (parenti, amici e conoscenti) che mi chiedono ormai a
cadenza pluriquotidiana
ma che ne pensi di Giovanni Allevi?,
come se io fossi un grande critico musicale. Praticamente non si può
fare a meno di passare le serate parlando di Giovanni Allevi (il che,
devo ammettere, mi arreca un fastidio viscerale).


Io personalmente dico subito che non lo sopporto,
non tanto per colpa sua, quanto per la sua somiglianza con il nostro
attuale e beneamato premier: spacca le opinioni a metà, crea leggende
metropolitane su sè stesso, raramente dice ciò che pensa, ha un
ineguagliato culto della propria immagine, vuole sempre apparire 30
anni più giovane di quanto non sia, riempie le piazze, ha un consenso
del 108% e rigorosamente trasversale, partorisce topolini e declama di
aver smosso le montagne.


Allevi ha un incredibile successo popolare e la sua musica piace.
I concerti di Allevi riscuotono un enorme successo di pubblico. Il concerto del Senato (al quale lui e i Virtuosi Italiani sono stati probabilmente invitati da Renzo Bossi, suo sosia et alter-ego)
non ha fatto che suggellare questo dato incontrovertibile. Fa il tutto
esaurito ovunque egli vada, e si tratta in genere di migliaia di
persone. Prendiamo questa testimonianza, “
Tutto esaurito il conc… (ehm) al concerto di Giovanni Allevi”.
Non credo, a memoria, di aver assistito a concerti di pianisti anche
celebri che abbiano fatto il tutto esaurito con duemila persone. Anzi,
all’ultimo concerto di
Krystian Zimerman,
a Bari, non solo c’erano quattro gatti, ma c’era solo un rappresentante
del Conservatorio locale, un direttore d’orchestra. Tutti gli altri
erano a casa a vedere la televisione. Per la cronaca, nella stessa
stagione musicale di Zimerman, era previsto anche il concerto di
Giovanni Allevi, il quale ha fatto… il tutto esaurito (a quanto mi
raccontano, perché non ci sono andato). Ricordo che quando vidi il
cartellone con la stagione mi venne un colpo, tanto da indurmi a
fotografarlo.



Come
spiegare questo fenomeno? Zimerman è un mostro sacro, Allevi è un
pischello. È come se venissero Robert De Niro e Silvio Muccino ad
inaugurare il Cinema Paradiso. Inspiegabile che i due vengano messi
insieme nello stesso posto, ma ancora più incredibile che il primo
accolto venga accolto da quattro gatti e il secondo da un bagno di
folla. Inspiegabile ma vero.



Allevi fa una musica facile e/o banale.
Sebbene lui scriva che la sua musica "parla al cuore ma il suo virtuosismo tecnico e soprattutto ritmico richiede esecutori di grande talento" (cosa sia un virtuosismo ritmico non ne ho idea, ndr),
la sua musica in realtà è fatta da quattro note messe insieme, e ben lo
sanno tutti gli studenti di pianoforte alle prime armi che si cimentano
felicemente con questi brani. Normalmente non presentano alcun tipo di
virtuosismo tecnico nè tantomeno
ritmico.
Ma quel che è peggio, è che molto spesso i pezzi "più difficili" sono
incredibilmente banali da un punto di vista semantico. Cioè o sono
incomprensibilmente impegnativi, o esprimono quel poco con mezzi
infantili. Sicuramente è una musica
orecchiabile,
ma "gradita all’orecchio" è una celebre definizione di musica, per cui
tutte le musiche sono orecchiabili per definizione. Per il resto, non
conosce modulazioni, non conosce sviluppo, non conosce contrappunto,
non conosce nulla se non il tema e qualche fioritura per far passare il
tempo.


Per tacere della strumentazione primitiva e sempliciotta
che dedica all’Orchestra Sinfonica (usando questo termine uno pensa di
trovarsi di fronte all’Ottava di Mahler, e poi scopre che
al massimo si tratta di un complesso da camera e al peggio di quattro violini).
Insomma, decine di studenti di Composizione saprebbero (anzi, sanno)
scrivere musica molto più pregnante e significativa, sia per forma che
per contenuti.



Allevi è un presuntuoso egocentrico e dimostra 25 anni meno di quanti ne abbia.

Eh sì. Il bambino prodigio che suona e risponde all’intervista ha 39 anni,
cioè cinque anni meno di Fabio Fazio, il quale sembra suo padre, o al
massimo suo zio. Questo sempiterno mentire sull’età per sentirsi meno
vecchio è una delle cose che non tollero in Allevi. Come anche l’aura
messianica di cui egli stesso si ricopre con
frasi del genere:

La
musica cosiddetta «contemporanea», atonale e dodecafonica, in ogni caso
non è più tale, perché espressione delle lacerazioni che agitavano
l’Europa in tempi ormai lontani. Ecco allora il mio progetto
visionario. È necessario uno sforzo creativo a monte, piuttosto che
insistere solo sull’educazione musicale, gettando le basi di una nuova
musica colta contemporanea, che recuperi il contatto profondo con la
gente. Ho provato a farlo, con le mie partiture e i miei scritti. È
stato necessario
.


Ecco arrivato il Gesù Cristo delle sette note
a risollevare le sorti della musica contemporanea, rea di essere
espressione di una geopolitica ormai defunta. Dalle ceneri di
Stockhausen nasce Allevi. Da Nono, Berio e Maderna, il testimone passa
ad Allevi. Da Arvo Part a Schnittke, da Ligeti a Adams, da Petrassi a
Sciarrino, ma anche da Morricone ed Einaudi, la sapienza costruttiva,
la padronanza tecnica e la pregnanza contenutistica che sembravano
ormai irreversibilmente perdute si materializzano nel capacchione di
Giovanni Allevi, l’uomo che riempie le piazze, che avvicina i giovani
alla musica, il
nuovo sole di Turoldo (sic!).

Centinaia
di giovani mi scrivono che, sul mio esempio, sono entrati in
Conservatorio per studiare uno strumento o per intraprendere la via
creativa della composizione. Come la storia dell’Estetica musicale
insegna, in tutte le epoche ogni idea nuova ha dovuto faticare per
affermarsi, divenendo poi, paradossalmente, la «regola» per i posteri.
Quello che è certo è che quando il nuovo avanza fa sempre paura.


Cioè lui è consapevole di essere già in pectore nella storia dell’Estetica musicale, destinato a divenire paradossalmente la regola per i posteri.

ma
l’assunto più grave che circola è: «Allevi approfitta dell’ignoranza
della gente, attraverso una furba operazione di marketing». Niente di
più falso! La mia è una musica classica, perché utilizza il linguaggio
colto, la cui padronanza è frutto di anni di studio accademico. La mia
è una musica nuova perché contiene quel sapore, quella sensibilità
dell’oggi, che nessun musicista del passato poteva immaginare
.


Cosa sia un linguaggio colto non è dato ancora di spiegare. Però contiene quel sapore, quella sensibilità dell’oggi che nessun musicista del passato poteva immaginare.
Eccoci al Nuovo Testamento dell’Arte Musicale, alla svolta cristologica
del desueto e dell’obsoleto, al Rinnovamento nello Spirito, alla
Rivoluzione Copernicana, allo Sconvolgimento, alla Palingenesi, al Day After, ecco il Mozart del 2000, il portavoce nel mondo della nuova creatività musicale italiana, il musico-filosofo,
il nuovo Noé che traghetta le specie decrepite della decadenza
antidiluviana verso il Nuovo Mondo, il Profeta del gusto e della
sensibilità popolare, l’OBAMA
de noantri, l’arco di luce che teletrasporta dalle Civiltà Precolombiane alle Missioni Spaziali.

Lui è ammirato da tutti, dai gatti fino ai premi Nobel per la Medicina.
Per non considerare le leggende metropolitane che lui stesso ha messo
in circolazione su di sè. Ormai sono arcinote, per cui evito di
riportarle. Insomma, la cosa che, tra le tante, più dà fastidio in
Allevi e contemporaneamente fa più ridere, è questa sua incorreggibile
spocchia.


Conclusioni. Perchè Allevi fa il pienone e Pollini no?
Molti
si potrebbero chiedere perchè Baricco piace (e venda) più di Montale o
Ungaretti e i fumetti di Topolino piacciano (e vendano) più di Picasso
o Kandinskij. Evidentemente non regge l’assunto che
più un musicista è bravo, più riempie i teatri.
Se fosse vero, Zimerman e Pollini farebbero il tutto esaurito mentre
Allevi rimarrebbe a casa dove era fino a qualche anno fa. Ma senza
scomodare Zimerman e Pollini, Allevi non regge il paragone neanche con
Stefano Bollani, il pianista cui più di tutti la stampa lo accosta. Provate ad ascoltare prima Evolution e poi Bollani Carioca, e mi darete ragione.

Il
martellamento mediatico di cui è protagonista è pari solo a quello di
Veronesi e di Francesco Totti. Il musico di regime, lo scienziato di
regime, l’atleta di regime. Sicuramente è un discreto pianista, nel
senso che ci sono molti pianisti peggiori di lui, anche se non l’ho mai
sentito cimentarsi con i
Trascendentali di Liszt o con la 106
o con niente del genere. Sicuramente come compositore è invece una
schiappa, nel senso che ce ne sono pochi peggiori di lui, tutti
agglomerati nella fascia di età compresa tra i 3 e i 13 anni.
Sicuramente fa una musica orecchiabile, melodica, facile, per nulla
impegnativa (i cattivi parlano di
elevator-music,
la musica che si mette negli ascensori) che può piacere a chi è
abituato ad un certo tipo di melodie. Sicuramente agli addetti ai
lavori
fa scendere il latte:
uno che conosca un minimo di musica vera non può non essere d’accordo
al 100% con quello che dice Ughi. Sicuramente, infine, ha un fiuto non
comune per il commercio e per la valorizzazione della propria immagine.
Sicuramente, se poteva avere un pizzico di apprezzamento da parte di
molti, la sua irriducibile sicumera ne abbatte ogni speranza.


Per cui, cercando di darmi una spiegazione, io credo che da musicista sfigato questo Allevi sia diventato una popstar
grazie alla pubblicità e alla moda. Se fosse così sarei contento per
l’Umanità, visto che le mode passano, anche se a sentire lui,
passeranno i Cieli, passerà la Terra, ma la sua Parola non passerà. Staremo a vedere.

Pubblicato da: mathetios | 30 gennaio 2009

Torniamo alle origini….


Notte.Fredda notte invernale.John è in tuta e guantoni, si allena.Le parole di lei gli perforano ancora le orecchie.il sacco va avanti e dietro ritmicamente,seguendo i pugni.poi improvvisamente si ferma. i pugni no.john ha cambiato bersaglio, scarica il suo rancore sul muro. finchè fa male,ed oltre.Se il match fosse stanotte sarebbe già il campione,john. Ma a lui non iimporta. lui vede, sente, respira, tocca, pensa soltanto lei. è pazzo.
 
                                                                ….e il vento ulula fuori….
 
Scale.tane, rigide fottutissime scale.tacchi sui gradini. veloce al limite delle sue capacità, Mary è sul tetto di quel fottuto grattacielo che si staglia orgoglioso contro la luna. Apre la porta, ma i suoi occhi vedono solo lui che gli gira le spalle. un’unica lunga nota, un unico lungo grido. liberatorio,amichevole, utile.
 
                                                                …..soffia e porta con se….
 
un vecchio lupo dilata le narici, lassù sul crostone di quella montagna. Dubbioso per i primi istanti, gira su se stesso e torna nella foresta. a pochi metri da lui una figura emerge. Grande, già vista, già sentita. il lupo continua senza neanche voltarsi. e l’orso torna al suo posto.
                   
                                                              .…l’odore di libertà…
Pubblicato da: mathetios | 5 dicembre 2008

Tutti quanti hanno il proprio posto nel mondo


Perchè ormai devo scegliere, e l’aver rimandato così a lungo non mi ha chiarito per niente le idee.
Perchè se fidarsi è bene non fidarsi è (non) sempre meglio.
Perchè di ‘mbari è pieno il mondo, di amici no.
Perchè ogni situazione è unica, e irripetibile. E se oggi l’ho adorata, domani mi infastidirà.
Perchè la gente cambia, e molte volte non capiamo come mai.
Perchè a volte ti senti uno stupido rimpiazzo, un manichino che vorrebbe stare esposto il più possibile.
Perchè tu non sei una riserva.
E perchè a volte, quando arriva il freddo, e vedi la gente abbracciata, sapere di poter solo incrociare le braccia fa male.
 
"Ci sono persone che emotivamente sono come fontane, ti danno tutto ciò che hanno dentro, altre invece, sono come dei pozzi. Bisogna andare dentro. La loro acqua è nascosta e protetta nel profondo e hanno bisogno di qualcuno che le aiuti a tirarla fuori."
Pubblicato da: mathetios | 12 novembre 2008

Facciamo un giro?


Ditemi perchè.
Ditemi perchè c’è sempre qualcosa di diverso da come te lo aspetti.
Non per forza sbagliato, ma di diverso.
Quel qualcosa che ti fa dire " si, però…."
Quel qualcosa che ti sembra imperfetto, che è bello ma nell’insieme. Ok, è Sbagliato.
Ma allora perchè è sempre li?
è come il cioccolato sul kebab, da soli fantastici, insieme?
ma sta sempre là.
e molto spesso si muove per non sparire anche quando cambi la prospettiva iniziale.
Mutante, pulsante,burlante….sempre là.
Come un pedone piantato in mezzo quando hai deciso di tirare con la macchina per fare il figo con gli amici.
O un cane che abbaia quando tenti di non farti sentire mentre rincasi ben oltre la ritirata. è qualcosa di Bastardo.
e lui è li, immobile, anche nel movimento.
e ora mi chiedo com’è che sento a pelle che tutto ciò ha senso?anche se ogni volta penso che non è giusto?
Andare a dormire con mille preoccupazioni a volte futili, a volte no.
E nonostante ciò farsi carico anche di quelle degli altri. Sadismo Puro. O forse no.
Perchè a questa età ti vuoi solo sentire vivo, ma nessuno ti ha mai spiegato come si fa.
Ci vai per intuizione, ma hai sempre paura che ti trovino senza patente.
e quel fottuto vigile sta sempre là, a seguirti….. sbagliato.
Ti mette ansia.
E ti fa contento.
 
 
…se non ti ha ancora levato la macchina un motivo ci sarà.
Pubblicato da: mathetios | 16 ottobre 2008

A volte mi faccio paura….


– Ma perchè poi….chissà a che stavi pensando quando hai deciso di partire, un posto cosi lontano, l’America, avevamo tanto lavoro qua, tanta terra, il pane non ci è mai mancato, ma per te era sempre poco….tu che cercavi sempre ciò che non avevamo, ciò che non ci serviva, com’è che li chiamavi? Ah si, Sogni
E ora? tornato con le pive nel sacco, senza aver concluso nulla, sperperando quel poco di eredità che ti spettava, or si che non hai più nulla, ti senti soddisfatto ora?Ti ci sei sfamato con i tuoi sogni?
 
– Sono tornato, è vero, ma porto con me qualcosa di molto più importante di una semplice sconfitta, perchè finchè io avrò vita, i miei sogni saranno sempre li, magari un pò in disparte, giusto dietro l’angolo, ad aspettare il momento buono per tornare a prendersi la loro rivincita. C’è chi dice che siamo schiavi, ognuno a suo modo. Ebbene sono loro i miei padroni, e tu forresti farmi diventare un evaso?un povero reietto che non ha il coraggio di guardarsi negli occhi per il timore di vedere dietro (o forse dentro?) di se, la colpa stringerlo in un tenebroso menage a trois con il rimpianto?No, non è questo che vuoi.Tu vuoi un figlio felice, ricco, con la famiglia, una casa. Un figlio Ideale.
e per questo faresti qualsiasi cosa…non è cosi?
 
– Beh, ma che domande sono! E’ Ovvio!
 
– Uccideresti tuo figlio, pur di vederlo felice a modo tuo?
 
 
…Con le note proverò, cercando nuovi accordi e nuove scale… 
Pubblicato da: mathetios | 13 settembre 2008

Sia quel che sia….ancora una volta


 
E la battaglia è ormai finita. Sono in pochi ancora a reggersi in piedi e tu, figlio, amico e compagno, sei riuscito a cavartela. Ti aggiri disperato tra la polvere, guardando ciò che gli eventi hanno causato, guardando la fine di tutto, guardando in faccia l’amaro sapore della vittoria!Perchè anche se ora ti portano via in catene,tu hai vinto figlio. Perchè anche se sai che non sei più libero, tu hai vinto amico. Perchè anche se sai che le cose non cambiano, tu hai vinto compagno. Sei vivo! e la battaglia potrà portarti via gli amici, ma tu resisterai compagno. E la battaglia potrà portarti via la volontà, ma tu resisterai amico. E la battaglia potrà portarti via il tuo cuore, ma tu resisterai figlio. Resisterai perchè coloro che ti hanno lasciato hanno lasciato un segno su di te, e finchè tu resisterai loro resisteranno con te,e finchè tu non cederai loro saranno al tuo fianco, e finchè tu sarai ancora su questo mondo loro saranno qui accanto a te.
E allora sii vento, e spazza via tutto da questo mondo.
e sii acqua, ed inondalo;
e sii fuoco, ed annientalo sotto la furia dell’inferno;
e sii terra, e fallo tremare sin dalle sue fondamenta;
e sii vuoto, e trascina il mondo nelle profondità dell’Abisso.
 
E se solo lo vorrai tutti cadranno davanti a te….
Ma tu non sei il tipo,
troppo continui a credere tuo magrado,
ed alla fine riesci solo a soffrire da solo.

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